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CORNETTO E CAPPUCCINO 0,69€

E’ davvero possibile applicare prezzi molto bassi rispetto alla concorrenza?

Si può dire che fare colazione oggi è un “Lusso“?
Negli ultimi tempi, dal Covid in poi, i costi di approvvigionamento di materie prime ed energetiche hanno subito un forte aumento che hanno portato i prezzi di ogni bene a lievitare bruscamente. 
Se prima un caffè costava 1,00€ oggi lo troviamo a minimo 1,20€; se prima un cappuccino costava 1,30 oggi lo troviamo a 1,50€. Se oggi si vuol prendere cornetto e cappuccino bisogna “sborsare” 2,70€.

colazione

In Italia il cibo è un vanto, la colazione un rito prima di iniziare la giornata di lavoro ed andare al bar è anche un modo per accarezzare il giorno, ma oggi la carezza ha lasciato spazio ad uno schiaffo quando è il momento di pagare; eh sì perché quando a fine mese si registrano spese per colazione pari a 81€, ammesso che non si offra a qualche amico, quel che era un piacere viene percepito come un lusso, e se estendiamo il calcolo sull’anno arriviamo a 972€ di colazione. 

In questo contesto le critiche non sono mancate e non mancano tutt’oggi, i salari fermi, il costo della vita che aumenta, le rinunce che si programmano, se deve rimetterci anche la colazione che era ed è un momento di evasione dalla routine quotidiana allora è giusto contestare e ritenere eccessivo il costo di un caffè e di un cornetto.

Non mancano le critiche ma non mancano neanche le risposte alle critiche. Gli operatori del settore portano i budget di spesa divisi tra materie prime, utenze e costo dipendenti per giustificare i prezzi applicati ma comunque le persone si lamentano. In questo “litigio” c’è anche chi trova l’opportunità e pensa di raccogliere quel malumore per dare risposte e creare valore.

Non faccio nomi ma un titoker ma soprattutto imprenditore ha deciso di “smascherare” gli imprenditori commerciali e dimostrare che è oggi quest’ultimi giocano sulla scusa dell’aumento dei costi. Ha inondato i social di “polemiche” mostrando le sue verità sui costi e proponendo “Cornetto & Cappuccino” a 0,69€, il tutto senza alimentare ulteriori polemiche e dubbi. 
Ma è davvero possibile poter applicare prezzi così bassi?

Il prezzo è una leva del Marketing Mix ed è spesso la vera discriminante del valore di un bene e/o di un servizio. La leva del prezzo può essere utilizzata in qualsiasi momento e segue anche delle logiche negoziali che sono tipiche di chi ha un potere economico, stiamo parlando quindi del c.d. potere contrattuale che permette di abbattere i costi di approvvigionamento che si riflette poi sul prodotti finito. Per esemplificare un conto è chiamare un fornitore e scaricare 10 pezzi di una merce, un altro scaricare 40 pedane di quella merce, l’azienda fornitrice può applicare un prezzo più basso che permette all’imprenditore di poter offrire a sua volta quel prodotto ad un prezzo più basso.
Quindi se l’imprenditore in questione ha la possibilità di scaricare 40 pedane e praticare prezzo “popolari” questo è logico, lecito e coerente con le scelte economiche ma siamo sicuri che il tutto è sempre regolare ed è realmente possibile da praticare in un contesto concorrenziale?

Il marketing e la strategia di rendere un prezzo basso per acquisire clienti e quote di mercato può essere una strategia fino a che non si intaccano altre situazioni. Un bar che ha un cornetto e cappuccino a 0,69€ per due mesi può essere visto come una strategia di marketing per farsi conoscere e per acquisire un cetto target di clientela, ma se questa politica di prezzo popolare rimane invariato a lungo potrebbero crearsi scenari che andiamo adesso ad argomentare.

Non si parla di concorrenza sleale quando l’impresa ottiene prezzi più bassi grazie a: economie di scala; potere contrattuale, filiera efficiente. Può diventare concorrenza sleale quando:
1. la vendita sottocosto è sistematica per danneggiare i concorrenti (c.d. dumping) art. 2598c.c.
2. abuso di dipendenza economica nei confronti dei fornitori (un’impresa che impone condizioni gravose al fornitore che è costretto ad accettare per non perdere un cliente dominante. L.192/1998);

Siamo allora sicuri che sia possibile poter aprire oggi un’attività e praticare un prezzo così basso e per un tempo illimitato? Sopratutto con l’aggravante di voler consolare il “popolo” e “sbugiardare” i competitor?
La strategia del digital marketing per creare un ambiente dove c’è una situazione critica ed una soluzione a tale criticità, può aiutare a considerare la strategia come concorrenza sleale?
Siamo così sicuri che sia possibile fare come si vuole senza considerare l’ambiente che ci circonda?
Nessuno sta sostenendo che non sia una buona cosa avere prezzi diversi, ma siamo sicuri che certe dinamiche aiutino davvero il settore economico?
Un grande pizzaiolo mi ha scritto un messaggio in privato e mi ha detto: chi fa prezzi popolari prende la differenza da qualche altra parte.

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